http://fr.wikipedia.org/wiki/Francesco_Bellinzani
(cortese segnalazione di Theda Ingrid Schultz von Dratzig, Musicologa e Storica della musica)

Il nobile mantovano Francesco Bellinzani nasce a Mantova il 1619 e si spegne in Francia a Vincennes nel 1684. Anche se il suo legame con il ramo di Benedetto Bellinzani non risulta a tutt’oggi comprovato, significativi contatti con esponenti musicali di spicco – come Carissimi, Lully e Charpenter - inducono a pensare ad una possibile parentela. Revisore dei conti del Duca di Mantova, membro del suo Consiglio di Parigi e Suo Ambasciatore presso la Corte di Francia, si stabilisce a Parigi all’età di 24 anni e dopo 15 ne ottiene la naturalizzazione.

Nel 1658 le finanze di Mantova sono in disordine e il Duca deve una grossa somma al Cardinale Mazzarino (1602-1661), così l’economista Colbert (1619 - 1683), aiutato da Bellinzani e grazie al denaro dello stesso Cardinale, compra da Carlo di Gonzaga alcuni beni di sua proprietà in Francia e, con i soldi del Re, una parte del suo Ducato di Mantova.

In seguito Colbert nomina Bellinzani direttore della Camera di assicurazioni di Parigi, da lui fondata nel 1669. Francesco Bellinzani è riconosciuto come uomo versatile e scaltro, diplomatico, di grande aiuto per Colbert e, grazie all’intercessione del Cardinal Mazzarino, viene nominato consigliere del Re.

A dispetto di alcuni suoi detrattori, che lo descrivono come "un mantovano di estrazione oscura che ruota intorno al Cardinale”, Bellinzani viene elogiato da Luigi XIV che ne indica le sue qualità: intelligenza, onestà e buona condotta, doti necessarie per gli affari più importanti del regno.

Nelle controversie di affari, sottoposte ai membri del Consiglio a Parigi, dove le opinioni sono condivise da Bellinzani, è il suo voto preponderante che decide. Nel 1677 è stato lui che ha fatto un’inchiesta sulla differenza tra il peso delle Province e quello delle Marche e sulla possibilità di raddoppiare i diritti del marchio per l’oro e per l’argento.

Lachesnaye des Bois, compositore e ballerino, definisce Francesco Bellinzani intendente du commerce de France ma il Dictionnaire biographique des Français lo descrive come un trafficant, une créature du cardinal Mazarin.

In effetti Bellinzani viene accusato di aver ricevuto e persino chiesto tangenti e, alla morte di Colbert (1683), viene messo in prigione, processato e condannato per "per abuso, appropriazione indebita e violazione dei regolamenti. "

Bellinzani muore in prigione il 13 maggio 1684 a Vincennes, e il 17 Giugno 1684 viene confermata la precedente sentenza che condanna i suoi eredi a pagare al re 200.000 Luigi "per i fondi indebitamente ricevuti dal detto Bellinzani, sotto forma di pensioni, gratifiche … Siamo anche a conoscenza di un suo figlio maschio che entrava e usciva di prigione, definito "mauvais sujet forte".

Il ramo Bellinzani si distingue anche dal punto di vista artistico.

Francesco Bellinzani aveva un forte interesse per le Chansons, importò musica italiana in Francia (Giacomo Carissimi) e fu al centro della cricca anti-Lully. Avendo familiarità con la musica italiana e francese in quanto prediletto presso la cerchia del Mazarino e pupillo del potente Colbert, potè esercitare - grazie all’appoggio di quest’ultimo - un ruolo importante nello sviluppo dell'opera francese a partire dalla seconda metà del Seicento.


Mademoiselle Anne, figlia di Francesco, maritata con un importante funzionario parigino, si interessa con intelligenza all'astronomia e si dedica con passione alla letteratura tanto da essere conosciuta come lettre-ècrivain et romancier.

Antoine (1678-1719), figlio di Anne, si distinse come abile poeta, e questo gli valse la conquista di un posto sulla Parnasse François ideata da Evrard Titon du Tillet, sorta di cronaca biografica importante composta di brevi aneddoti e vite di celebri poeti francesi e musicisti del suo tempo sotto il regno di Luigi XIV. Consigliere della Corte di Aydes, il libertino Antoine scrisse, tra gli altri, due Epigrammi tratti da Pièces libres (Poesie licenziose) stampate a Londra nel 1738; si tratta, in questo caso, di "barzellette spinte in versi", genere che ebbe ottimo successo nel XVIII secolo, massimamente in Francia, dove i temi anticlericale e antireligioso erano di rigore. Le notizie che seguono evidenziano come i Bellinzani - Ferrand abbiano avuto contatti anche con Charpentier.

Francois Ferrand, cognata di Anne Bellinzani, era amica di Etiennne Charpentier sorella di Marc-Antoine, inoltre i Bellinzani erano al centro di un circolo musicale dove ai primi del 1670 il compositore francese era presente. Infine Antoine Ferrand-Bellinzani e Charpentier erano entrambi “Parnassiens”.


Traduzione ed Elaborazione di Davide Marsano