Suonare l’organo per salire verso il cielo.

La porta del cielo si trova in qualsiasi luogo dove si puo' verificare il contatto fra Dio e l’uomo; quel luogo in antico era il Santuario, luogo dei segreti. Salire sulla cantoria e' penetrare nei misteri divini. Salire sulla cantoria significa entrare all’interno del luogo sacro, cioe' allusione costante alla presenza di Dio. Le strutture architettoniche, le decorazioni, i colori dell’organo lo rendono strumento musicale per eccellenza all’interno dell’edificio sacro.

Mentre nell’architettura e nelle arti figurative ci si preoccupa di delineare significativamente il luogo fisico in cui il Divino si rivela, nell’organo con la sua voce si costruisce una condizione non fisica ma totalmente emozionale nella quale si realizza così l’incontro tra la terra e il cielo. Il suono dell’organo si fa strumento perfetto per il raggiungimento del regno celeste; esso e' avvolgente e favorisce così uno stato di compartecipazione degli ascoltatori attraverso una forte sensazione di distacco dalle cose terrene elevando ad un livello superiore di coscienza. L’organo diventa cosi' la piu' grande macchina scenica che avvicina l’uomo al Divino.

Le sue voci scendono dall’alto della cantoria come le voci degli angeli che provengono dal cielo attraverso le nubi. Questa suggestione si concretizza in maniera sorprendente ancora oggi durante le Sacre rappresentazioni in uso in Spagna, tra il 15 e il 16 agosto nella basilica di Santa Maria a Valentia. I misteri di Elche e soprattutto nella scena dell’angelo che viene fatto scendere da un apertura nella cupola. Tale personaggio e' un bambino istruito ad eseguire un tipo di canto di origine mozarabica capace di suggestione cosi' forte da creare una realtà paradisiaca. Ci si trova davanti ad un angelo che col suo canto squarcia le nubi scendendo in mezzo a noi; quello che finora ho detto ci mostra una dialettica della verticalita' legata al simbolismo della scala che esprime salendo alla cantoria l’anima verso il cielo.

L’organo e' come il pulpito collocato in alto, a volte sin troppo in alto rispetto i fedeli, e vi si accede attraverso una scala segno evidente dell’accesso dell’organista a un livello superiore di evoluzione. Nell’arte, in tutta la letteratura cristiana, la scala simboleggia l’ascesa dell’uomo verso i successivi livelli del cielo e rappresenta anche il viaggio verso il Divino. In tutte le culture i gradi dell’ascesa sono sette come le note musicali.

Ad esempio la scala del Buddha ha sette colori. La scala dei misteri mitriaci anch’essa e' composta di sette metalli; persino la betulla siberiana anch’essa e' segnata da sette tacche. Il passaggio tra la terra e il cielo avviene attraverso gli stadi spirituali individuati da vari gradini. La scala della cantoria ha la funzione di collegare l’alto e il basso (celebrante / fedeli); essa possiede il senso dell’ottava perché ad ogni suo grado corrisponde un altro livello. La scala della cantoria e' come una strada che si può salire o scendere ma che congiunge due punti ben distinti; e' un po’ come la scala di Giacobbe, sulla quale gli angeli salgono e scendono. Salire sulla cantoria si incontra e vi si trova la presenza di Dio e la porta del cielo. Chi sale non si ferma mai ma da inizio attraverso inizi che non hanno mai fine.

Esiste persino una scala a chiocciola molto tortuosa chiamata scala delle virtu' nella quale si alternano scalini neri a scalini bianchi affinche' i demoni potessero perseguitare i peccatori cercando di farli precipitare. La scala della cantoria e' molto suggestiva; essa si puo' paragonare alla scala delle perfezioni che corre su una tastiera. Cosi' come ho gia' detto delle ottave ascendenti lungo la scala dell’ascesi che ci può ricondurre alla caratteristiche dell’organo. Lo spirito si libera dalla materia attraverso il canto gregoriano dei monaci attraverso le emissioni di sonorita' nasali che si trovano identiche a quelle dei Mantra orientali.

L’organo all’interno degli edifici religiosi collocato sulla cantoria, suggestiona quanto i monaci col loro canto gregoriano contribuendo alla edificazione del tempio spirituale.

Il ruolo simbolico del suono dell’organo avvicina alla perfezione della voce di Dio, che unifica cosi' il suo gregge. In tal senso il suono dell’organo diviene portatore di messaggi diversi a seconda dei contesti temporali e culturali nei quali esso ha la sua origine restando il sostegno perfetto della liturgia. L’immagine e la bellezza della cassa d’organo custodisce le meccaniche dello strumento e lascia uscire attraverso i fregi, gli intagli, le raffigurazioni di angeli, i motivi floreali etc. la voce del Divino tanto da ricordarci l’episodio biblico della voce che esce dall’arca tra le figure di cherubini.

Il pittore attraverso i colori narra le storie. Cosi' il musicista racconta dall’organo armonie che narrano storia. L’importanza del suono dell’organo non va mai dimenticata, poiche' la modifica del suono stravolge le profonde implicazioni religiose e culturali che il suono stesso incarna. L’organista moderno deve conservare l’organo e mai condannarlo al silenzio. Sarebbe come mantenere il nostro corpo e la nostra mente vivi lasciando tacere per sempre la nostra anima. Le componenti e la struttura architettonica e fonica dell’organo non possono prescindere dal suono essendo esso fondamentale della loro esistenza. L’organista moderno deve riprendere a suonare l’organo regolarmente anche nelle funzioni liturgiche solo cosi' si potra' salire in alto spiritualmente e potra' vivere a lungo senza mai necessitare di violenti invasivi interventi di restauro.