1. Bellinzani viene Accolto dall’Accademia Filarmonica di Bologna senza dover sostenere alcun esame

La Filarmonica bolognese, sorta nel 1666 e dotata di una ripartizione interna di Compositori, Cantanti e Suonatori, concede il conferimento a Bellinzani senza bisogno di alcun noviziato, data la singolarità della sua arte. Da una Lettera di don Angelo Maria Carosi a Bellinzani, leggiamo: Non mi reca meraviglia che, parecchj anni sono... siate stato aggregato a quella virtuosa Adunanza senza Noviziato (cosa di tal distinzione, che a tenore dé loro Capitoli, non suol concederli, che a i primi Uomini della nostra Professione).

2. Elevata qualità di scrittura vocale

Bellinzani riesce ad operare una sintesi efficacie dei linguaggi più interessanti d’Italia e forse d’oltralpe, costruendo nel tempo un proprio “verbo” musicale che sarà un punto di riferimento per l’attività compositiva del primo Settecento essendo le sue composizioni il "sunto di interessi musicali veramente amplissimi" (Sergio Vartolo). Alcune sue composizioni sono state prese a modello per rigore stilistico e sapienza costruttiva come i Duetti da Camera del 1726, tanto famosi da meritare di essere parafrasati a scopo didattico dal carpigiano Antonio Tonelli (1686-1765). Stando poi al musicologo Adriano Cavicchi, questo artista ha esercitato un'influenza sui suoi contemporanei "nel campo della musica vocale quasi paragonabile a quella che ebbe Corelli nel campo strumentale".

3. Lettera sugli Unissoni

Bellinzani crea una personale teoria sugli unisoni, forse per realizzare uno stile musicale semplice ma assai efficacie. La messa in stampa a Pesaro di questa opera teorica, divulgata con ogni probabilità nel panorama musicale italiano, accresce la sua fama in Italia e oltralpe. Ne esistono 2 versioni:
-Una manoscritta e custodita nel civico museo bibliografico musicale di Bologna (coll. F 11.)
-L'altra stampata a Pesaro tra il 1733/34 e conservata nella biblioteca oliveriana (coll. A.II.h.11.m.13.)
La Lettera sugli Unissoni è in risposta a don Angelo Maria Carosi M° di cappella di Senigallia, ed è una importante testimonianza ricca di citazioni di Illustri personaggi del passato: storici, filosofi, letterati e teorici di musica (Erodoto, Virgilio, Plutarco, Marziano Cappella, Zarlino, Bontempi, Averroè...).

4. Stimato e ricercato

Dall’epistolario di Padre Martini si evince come Bellinzani fosse equiparato a nomi illustri quali Colonna, Ingegneri, Basily.., e come diverse cappelle musicali italiane, tra cui la marciana di Venezia e la santa casa di Loreto richiedessero sue musiche a stampa. L'ammissione all’Accademia Filarmonica era anche occasione per entrare a far parte della pinacoteca privata di Padre Martini il quale incarica Gian Battista Belloni di procurargli il suo ritratto e quello del nipote Anton Francesco per inserirli nella propria iconoteca che - stando allo storico d'arte Andrea Emiliani - vanta “i più celebri scienziati di musica”…

5. Forestiero illustre in Pesaro

Il quadriennio pesarese (1724 – 1727) accresce la fama di Bellinzani grazie alla messa in stampa di ben cinque sue opere, pubblicazioni che gli consentono di entrare nell’entourage della nobiltà locale: Offertorj a due voci, Duetti da Camera, Oratorio Abigaille, Madrigali, Lettera a don Carosi. In stretto contatto con l’accademia letteraria, l'artista nutriva reciproci rapporti di stima e fiducia con il nobile Giovanni degli Abati Olivieri, tanto da essere invitato ad una sua veglia di dame e cavalieri e interpellato su una disquisizione relativa al moto degli affetti musicali sull'animo umano. Nel manoscritto Oliveriano “Pesaresi illustri d’ogni tempo” poi si legge: Questo Musicista...non ci appartiene propriamente per nascita, ma per avere ricuperto la Cappella della nostra Cathedrale nel 1726...

7. Ottimo didatta

Si distingue anche come didatta di qualità impartendo lezioni di composizione a Pietro Grattoni d'Arcano (Chiopris 1698 – 1760), nobile diplomatico di carattere forte e quadro a volte immerso né più cupi vapori ma capace di suonare flauto, violino e clavicembalo e di comporre musiche attraverso le quali può esplicare per intiero la dolcezza e finezza della vera indole sua; a Gianandrea Bellini di Fano (1700-1781) che, a suo dire, entrò in casa della musica non per la porta ma per la finestra, e che fondò in Fano un'Accademia musicale; e perfezionò nella virtù del canto il pesarese Pasquale Bruscolini (1718-1782), virtuoso di musica e contralto peritissimo che tanto successo ebbe girando per l'Europa.

Argomenti correlati:

Biografia

Chiose autografe

Il linguaggio spirituale

Pubblicazioni